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  • Progetto mirato a prevenire i fenomeni di bullismo e di vandalismo nelle scuole e dedicato alle fasce deboli della popolazione
    a rischio dell’incolumitÀ pErsonale.

    Progetto mirato a sensibilizzare i ragazzi delle scuole medie e le loro famiglie sul problema della sicurezza stradale.

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    STOP AL BULLO
    Progetto mirato a prevenire i fenomeni di bullismo e di vandalismo nelle scuole e dedicato alle fasce deboli della popolazione a rischio dell'incolumità personale.
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    IO PREFERISCO VIVERE
    Progetto mirato a sensibilizzare i ragazzi delle scuole medie e le loro famiglie sul problema della sicurezza stradale.
  • NON GIOCARTI
    IL TUO FUTURO

    Nel Vocabolario della lingua italiana, il bullo viene definito quale "giovane arrogante, violento, teppista, bravaccio".
    In generale il bullo è un individuo che si comporta in modo tale da non rispettare gli altri e, soprattutto,
    la libertà altrui.
    Il bullismo è, allora, una forma di abuso e si manifesta con una serie di atti, anche ripetuti nel tempo, che producono gravi conseguenze per la persona che ne è vittima.

    Non giocarti il tuo futuro!

    Pensa alla differenza tra

    • lo scherzo, che è un episodio spiritoso,
      che non fa del male a nessuno ed è
      di divertimento per tutti;

    • il litigio, che è un dissidio occasionale
      causato da un’incomprensione,
      da una diversità di vedute,
      da un rivaleggiare – ad esempio, in amore –
      ma non si ripete nel tempo.
      Le persone possono litigare
      anche molto aspramente,
      senza per questo compiere azioni di violenza,
      per poi chiarirsi e tornare a parlarsi
      in modo sereno;

    • il bullismo è un’azione continua
      di prepotenze ripetute, di soprusi,
      di sopraffazioni nei confronti di una o più persone, ove chi si sente più potente ferisce volontariamente il più debole.

    È qui da notare che molto spesso il comportamento da bullo configura un reato, perché infrange
    una norma giuridica.
    Ciò può accadere sia nel corso di atti di bullismo,
    sia nell’ambito di semplici litigi.

    SICUREZZA STRADALE ED EDUCAZIONE STRADALE

    Le regole sono essenziali per indirizzare il corretto comportamento delle persone.
    Quelle inserite nel Codice della Strada mirano, innanzitutto, a salvaguardare la sicurezza dei cittadini normando la circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali sulle strade e tendono a migliorare il livello di qualità della vita ottimizzando la scorrevolezza del traffico. Ma cosa si intende esattamente per educazione stradale?

    Col termine educazione stradale si comprendono tutti quei "principi della sicurezza stradale, nonché delle strade, della relativa segnaletica, delle norme generali per la condotta dei veicoli e delle regole di comportamento degli utenti". Questo è quanto recita l’articolo 230 del Codice della Strada, stimolando i più giovani ad applicarsi nello studio delle conoscenze basilari per circolare, conoscere e rispettare le regole sulla strada. Non è infatti vero che il codice stradale sia stato scritto esclusivamente per gli automobilisti, ma per chiunque utilizzi i tragitti stradali, ciclabili e pedonali.

    Non truccare il motorino!
    L’articolo 52/1 del Codice della strada definisce i ciclomotori (ovvero i “motorini”) come veicoli con le seguenti caratteristiche:

    • motore di cilindrata non superiore
      a 50 centimetri cubici

    • capacità di sviluppare una velocità fino
      a 45 chilometri orari.

    Il Codice della strada dice anche che: “Detti veicoli, qualora superino il limite stabilito per una delle caratteristiche indicate nei commi 1 e 2, sono considerati motoveicoli” (art. 52/4).
    Quindi chi trucca il motorino non è più coperto da assicurazione e guida un veicolo
    senza la patente!